MILANO – Pierangelo Dacco', ritenuto dai pm di Milano che indagano sul 'sistema San Raffaele' il collettore dei fondi neri realizzati dagli ex vertici del gruppo a scapito delle 'casse' dell'ospedale, avrebbe gestito una rete di una ventina di societa' estere.
E' quanto emerge dalle carte appena depositate con la chiusura di una 'tranche' dell'inchiesta, quella che vede accusati, tra gli altri, per associazione per delinquere e bancarotta lo stesso Dacco', l'ex direttore amministrativo della Fondazione, Mario Valsecchi e alcuni imprenditori, tra cui Pierino e Giovanni Luca Zammarchi.
Come risulta da un interrogatorio dello scorso 22 dicembre, infatti, il 'braccio destro' di Dacco', Giancarlo Grenci – indagato nella parte dell'inchiesta ancora aperta e che punta a ricostruire che fine abbiano fatto i fondi neri – ha messo a disposizione dei magistrati ''documentazione'' riguardo le ''operazioni finanziarie'' delle ''societa' e conti personali riconducibili a Pierangelo Dacco'''.
In particolare un ''faldone'' con le carte su 11 societa' e un secondo con i documenti su 9 societa'. In piu' anche documentazione su ''operazioni finanziarie'' di 6 ''societa' e conti personali riconducibili ad Antonio Simone'', ex assessore alla Sanita' in Lombardia nei primi anni '90 e persona molto vicina a Comunione e Liberazione.
