San Vittore, si uccide con il gas in cella

Inala del gas da una bomboletta da campeggio con cui cucinava in cella a San Vittore, a Milano.

Si è ucciso così Mohammed El Abbouby, nordafricano che aveva partecipato alla rivolta del Cie (Centro identificazione ed espulsione) di via Corelli a Milano con altre 12 persone poi arrestate e condannate.

Il Comitato antirazzista di Milano, con i suoi avvocati, parla apertamente di suicidio, mentre, in ambienti dell’Amministrazione penitenziaria si ipotizza anche che l’immigrato, come accaduto in altri casi in passato, abbia inalato il gas per perdere temporaneamente conoscenza e che ciò gli sia stato letale.

Gli mancava, infatti, da scontare solo un mese. L’uomo è stato trovato vivo, ma non sono serviti i tentativi di salvarlo ed è morto in ospedale. Il Comitato considera El Abbouby «l’ennesima vittima del razzismo di uno stato che semina morte in ogni dove, in nome della democrazia imperialista che rappresenta».

«Speriamo almeno – è scritto in un comunicato – che la sua morte possa servire a riscaldare i cuori e gli animi di coloro che, forse divorati dall’assuefazione, ritengono ancora che la lotta contro i Cie assuma un senso poco più che simbolico, o che sia una battaglia specifica, proprietà politica di una qualche parrocchia in cerca di gloria o rappresentanza».

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luiss_smorgana