PORDENONE, 14 GIU – ''Siamo persuasi che i giudici della Cassazione possano escludere le aggravanti, prima fra tutte la premeditazione'': lo ha affermato Marco Borrella, avvocato che assiste, assieme al collega Leone Bellio, El Ketaoui Dafani, il cuoco marocchino che, nel settembre del 2009, uccise la diciottenne figlia Sanaa, perche' aveva una relazione con un giovane italiano. Il ricorso in Cassazione – come riferisce ''Il Gazzettino'' di oggi – e' stato depositato nella giornata di ieri e verra' discusso nei prossimi mesi.
''Rispetto alla sentenza di primo grado ci sono notevoli differenze – precisa Borrella, interpellato dall'Ansa -: nel primo caso la premeditazione era stata fatta risalire ad una settimana prima, mentre nel secondo i giudici affermano che Dafani organizzo' il delitto nelle due ore che intercorsero dalla scoperta che la figlia lavorava in un ristorante e conviveva col suo ragazzo italiano, al momento dell'incontro con la coppia, avvenuto in una strada periferica e poco trafficata''.
La difesa non si pone obiettivi circa la riduzione della pena ''anche se appare scontato – conclude Borrella – che se verra' esclusa la premeditazione dovra' essere inferiore ai 30 anni di reclusione inflitti ora''. In primo grado, era stata ancora piu' severa: ergastolo con isolamento diurno, quest'ultimo eliminato per lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato.
