Sandro Zorzi assolto in appello: “Non uccise l’amico Fabio Lorenzon”

Sandro Zorzi assolto in appello: “Non uccise l’amico Fabio Lorenzon”

ROMA – Sandro Zorzi è stato assolto in corte d’Appello per l’omicidio dell’amico Fabio Lorenzon. L’uomo, condannato in primo grado nel 2010 a 24 anni di carcere, esce dopo 3 anni di reclusione.

Lorenzon, 34 anni, è scomparso il 24 settembre 2009 nelle campagne di Maccarese, spiega Andrea Ossino sul Messaggero:

“L’uomo era stato trovato solo otto giorni dopo, il 2 ottobre, morto, sul sedile della sua automobile. La vettura era stata recuperata casualmente, sommersa dall’acqua di un canale d’irrigazione, in via Fianello, sempre a Maccarese. Era stata vista solo grazie al fatto che il portabagagli si era accidentalmente aperto ed era emerso minimamente dalle acque che riempivano il canale. Un agricoltore che cercava funghi nelle campagne aveva dato l’allarme”.

Non un semplice incidente quello di Lorenzon. Sulla nuca i segni di un colpo fatale, svela l’autopsia, e il corpo è stato poi abbandonato nell’auto. Nel 2010 i carabinieri arrestano Zorzi, agricoltore di 39 anni e suo amico:

“La pista seguita dagli inquirenti ruotava intorno a un presunto debito di cinquantamila euro. I soldi, secondo la procura, sarebbero stati prestati da Fabio Lorenzon all’amico Zorzi, per l’acquisto di un terreno. La procura, analizzando le celle telefoniche, sosteneva che l’omicidio sarebbe avvenuto il 24 settembre, intorno alle 11,30, nel terreno di proprietà di Sandro Zorzi. Un tubo di ferro era stato rinvenuto nelle vicinanze e, secondo i periti, aveva ancora «tracce certe di sangue di Lorenzon e il dna di Zorzi»”.

Zorzi finisce a processo e viene condannato in primo grado a 24 anni di carcere, di cui tre passati in cella fino alla sentenza di assoluzione della Corte d’Appello:

“Alcuni testimoni hanno affermato che l’imputato, al momento dell’omicidio, si trovava in un altro luogo, nuove perizie avevano dimostrato che il dna trovato sul tubo non apparteneva a Zorzi. L’uomo è così stato assolto. «Spero che il mio assistito possa buttarsi alle spalle questa brutta storia» ha commentato l’avvocato difensore Cesare Gai”.

Published by
admin