A due giorni dai ballottaggi uno scandalo scuote la sanità piemontese e fa rimettere le deleghe all'assessore Caterina Ferrero esponent – A due giorni dai ballottaggi uno scandalo scuote la sanità piemontese e fa rimettere le deleghe all'assessore Caterina Ferrero, esponente del Pdl all'interno della giunta regionale a guida leghista di Roberto Cota.</p>
<p>Le deleghe sono ora in capo allo stesso Cota, in attesa che la vicenda che riguarda l'assessore, raggiunta questa mattina da un avviso di garanzia della Procura di Torino, si chiarisca. La decisione è stata comunicata dal presidente del Piemonte alla fine di una giornata concitata.</p>
<p>''Come governatore impegnato in una profonda riforma dell'intero sistema sanitario regionale – ha affermato Cota – il mio primario interesse e' che le mele marce siano individuate e neutralizzate: su questo, nessuna pietà''.</p>
<p>Quanto all'inchiesta, che ha portato a sette ordini di custodia cautelare nei confronti di sindaci e imprenditori, l'auspicio di Cota è che ''si provveda in tempi brevi ad accertare i fatti''. I</p>
<p>reati per i quali Ferrero è indagata sono turbativa d'asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Il secondo e' stato inserito nel codice penale nell'agosto del 2010 e questa e' una delle sue prime applicazioni. Le vicende che le vengono contestate sono un appalto bloccato, secondo l'accusa con motivazioni pretestuose per favorire Federfarma, e un concorso per una consulenza costruito su misura per un concorrente. In mattinata, dopo che si è diffusa la notizia, tutte le forze del centrosinistra piemontese hanno chiesto le dimissioni immediate di Ferrero.</p>
<p> Il centrodestra si è chiuso nel silenzio, in attesa di saperne di più per valutare il da farsi. Nella conferenza stampa convocata nel pomeriggio dai vertici del Pdl, il coordinatore regionale del partito di Berlusconi in Piemonte, Enzo Ghigo, non aveva escluso che l'assessore potesse ''decidere di dimettersi per sua maggiore serenita''. E' proprio questa, probabilmente, la via d'uscita alla quale il partito stava lavorando dietro le quinte insieme al governatore piemontese. La scelta compiuta da Ferrero libera il presidente del Piemonte da un assessore con cui non è mai stato in sintonia, allontanando nel contempo l'ombra dello scandalo dal suo esecutivo. ''Non possiamo permettere – ha rimarcato infatti Cota – che vi siano ostacoli al nostro lavoro per l'affermazione di una buona sanita' in Piemonte''.</p>
