Sanremo, casa di riposo “lager”: sette arresti

GENOVA – Anziani picchiati e insultati, legati ai letti, abbandonati in condizioni igieniche indecenti. E, in almeno un paio di casi, morti in circostanze tali da meritare un approfondimento di indagine. Era questa la vita alla Casa di Riposo 'Borea e Massa' di Sanremo, dove i 42 anziani ospiti – ci sono i filmati – vivevano subendo a giudizio della Gdf violenze ''inaudite e sconcertanti''. Sette arrestati tra il personale dell'istituto, e in tutto 15 indagati.

La responsabile della Casa di riposo, Rosalba Nasi, 58 anni, originaria di Mondovi', residente a Sanremo, e' stata posta agli arresti domiciliari. E' la presidente della Fondazione che gestisce l'istituto e moglie del senatore del Pdl Gabriele Boscetto. Il marito, sostenitore di Scajola, tra l'altro, nel suo impegno parlamentare si e' spesso battuto in favore dei diritti umani. La Gdf ha proceduto all'arresto di Rosalba Nasi per la ''assoluta inerzia'' con la quale vigilava sulla casa: non ha cioe' fatto nulla, mai, ne' per controllare l'operato dei dipendenti, ne' tantomeno per denunciarli.

Con lei sono state arrestate altre 6 persone: quattro sono gli operatori socio-sanitari Assunta Mecca, 52 anni, e Silvano Fagian, 53 anni, entrambi di Taggia; Daniele Raschella', 47 anni, di Sanremo; Ihor Telpov, 50 anni, originario dell'Ucraina ed abitante a Taggia. Due sono le infermiere Elzbieta Ribakowska, 51 anni, polacca, e Cristina Ciobanu, 37 anni, rumena, entrambe abitanti a Sanremo.

Indagini sono in corso per accertare le responsabilita' di altre 8 persone vicine alla struttura. Perche' i magistrati – quando hanno preso visione dei filmati e delle intercettazioni acquisite dalle Fiamme Gialle – non riuscivano a credere ai loro occhi: nonnine gracilissime sbattute con forza sui loro letti, ai quali in alcuni casi venivano legate; uomini anziani malmenati e insultati; disabili trattati come bestie.

I magistrati vogliono non solo accertare se questi fossero i comportamenti abituali del personale della casa di riposo. Intendono anche approfondire le circostanze di 2 morti sospette. Risalgono al 2005 e al 2006, due donne: una mori' in seguito ad un ictus dopo un ricovero in ospedale dovuto a gravi ferite alla testa; l'altra dopo aver ingerito una massiccia dose di farmaci. Per il sostituto procuratore Maria Paola Marrali, titolare delle indagini, ''a distanza di tanti anni non e' facile stabilire se le vittime fossero gia' in condizioni fisiche pregiudicate, o se invece vi possa essere qualche nesso di causalita'''. Tuttavia il magistrato vuole vederci chiaro, perche' i filmati raccontano una realta' davvero agghiacciante.

Documentano il sistematico disprezzo della dignita' umana in un istituto che non e' una casa di riposo ma un lager, e il personale non e' composto da infermieri ma da carcerieri. Non a caso la Gdf, dopo le prime intercettazioni telefoniche e ambientali, ha voluto chiamare l'operazione Acheronte, il fiume degli Inferi. Li' finiva chi varcava quella soglia.

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Maria Elena Perrero