SANREMO – “Per favore, sono malato di gioco d’azzardo, non fatemi entrare”. E’ il senso di un modulo pre stampato che si trova all’ingresso del Casinò di Sanremo, proprio di fianco a dove, scrive il Corriere della Sera, si ritirano le “liberty card” che servono per l’accesso.
Così, se il giocatore incallito ha un momento di lucidità, può compliare il modello e chiedere di essere tenuto fuori. Fino a qualche tempo fa, se il pentimento non durava che un attimo, c’era modo di scrivere subito un modulo di revoca. Ora, invece, in accordo con il Comune, chi si autosospende lo fa almeno per 90 giorni. Un tempo sufficiente per provare a iniziare un percorso per disintossicarsi dal gioco compulsivo.
La novità sostanziale non sta tanto nell’iniziativa in sé quanto nel fatto che le richieste di autosospensione, negli ultimi mesi, sono quadruplicate. All’inizio del 2011, scrive il Secolo XIX, le richieste erano infatti appena una cinquantina.
Spiegano dalla cooperativa “L’Ancora” attiva nell’assistere chi ha problemi col gioco, che spesso, per convincere i diretti interessati a chiedere il modulo servono mesi di lavoro. In ogni caso, per vietare l’ingresso al casinò serve la firma del diretto interessato. Difficile stabilire l’identikit del giocatore compulsivo da casino: sono sia uomini sia donne, dai 25 ai 75 anni. Insomma, quella del gioco, è una trappola in cui può cadere chiunque.
