ROMA – “La Sapienza, con il rettore Luigi Frati, discrimina gli studenti disabili”. Questa la denuncia dell’Udu, Unione degli universitari, dopo che il Tar ha riammesso uno studente dislessico all’esame di ammissione a Medicina. Il coordinatore nazionale dell’Udu Michele Orezzi ha detto: “C’era già stato un caso analogo con una studentessa cieca. Di fronte a diverse sentenze e ordinanze del Tar e del Consiglio di Stato l’ateneo persevera nel suo comportamento illegittimo, discriminando gli studenti colpiti da limitazioni psicofisiche, noncurante dei principi costituzionali e violando il loro diritto allo studio”.
Al test di ammissione a Medicina lo scorso 5 settembre 2011 hanno partecipato oltre 6 mila ragazzi per 801 posti. Lo studente dislesico che aveva certificato il suo handicap allo sportello Disabili della Sapienza ha ottenuto 36 minuti in più per svolgere il test. Michele Bonetti, legale dell’Udu, ha spiegato: “Non si sono preoccupati, però, come impone la legge di assicurargli le condizioni di isolamento necessario per concentrarsi. Avrebbero dovuto anche fornirgli supporti aggiuntivi per garantire le condizioni di parità con gli altri concorrenti, ma così non è stato”.
Una questione sottolineata anche dal Tar: “Rispetto agli altri candidati, al ricorrente affetto da dislessia, non appaiono essere state offerte in sede di svolgimento delle prove a test, le condizioni e gli strumenti appropriati al suo particolare stato”. Boneti ha aggiunto: “I giudici amministrativi hanno accolto le censure, mosse, attraverso l’Udu, all’operato discriminatorio dell’università ”.
Bonetti e Orezzi il 13 settembre hanno scritto e inviato una lettera al rettore Frati, dopo che lo studente dislessico si era rivolto a loro per non essere riuscito a completare il test, svoltosi in condizioni sfavorevoli per la sua patologia: “Si chiede di ammettere direttamente il nostro collega al corso di laurea in Medicina o, in via subordinata, di predisporre la ripetizione della prova selettiva”. Ma Frati non ha risposto. Bonetti ha detto: “Firma un provvedimento di rigetto della nostra richiesta per motivi formali e neppure ce lo invia”.
Il ragazzo ha dichiarato: “Sono stato informato dalla segreteria dell’università che La Sapienza potrebbe impugnare l’ordinanza del Tar: se così fosse, alla discriminazione si aggiungerebbe un accanimento immotivato. Noi dislessici siamo tenuti in scarsa considerazione proprio dalle istituzioni che dovrebbero tutelarci anche grazie alle leggi che specificano le nostre necessità ”.
