Sarah Scazzi, il fratello Claudio: "Non credo a Michele fino al processo"

BARI, 12 OTT – ''Se crediamo a zio Michele? Sto aspettando il processo, perché lì devi anche motivare quello che dici. La soluzione è complicata, la può dare chi commette il fatto, se chi lo ha commesso avesse confessato, oggi non saremo qua anche se tutti quello che sapevano qualcosa avessero parlato''. Lo ha detto Claudio Scazzi, fratello di Sarah, la ragazzina uccisa ad Avetrana, partecipando a 'Pomeriggio Cinque'. ''Se la procura accusa Sabrina e Cosima – ha aggiunto – avra' i suoi motivi, i magistrati hanno fatto un impianto accusatorio ma sarà il processo che dirà se le prove sono valide o meno''.

Riguardo alla possibilita' che il processo venga spostato a Potenza, Claudio parla delle difficolta' che questo comporterebbe per la sua famiglia: ''ad Avetrana c'è un po' di agitazione – dice – dirti che vai a fare il processo a Potenza rispetto a Taranto può avere tante sfaccettature, per mia madre e mio padre vuol dire farsi tre ore e passa per un'udienza che può durare anche solo 10 minuti''. ''Dal punto di vista giuridico – ha concluso – credo che tutti i tribunali siano validi''.

Un ultimo pensiero di Claudio va a sua sorella. ''Se penso a Sarah – dice – i ricordi più belli sono quelli in cui ridevi e scherzavi con tua sorella, quando andavo al mare. Vorrei che fosse ricordata come una ragazzina giovane che andava a scuola e studiava''.

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Maria Elena Perrero