TARANTO, 28 FEB – ''Il 26 agosto 2010 Michele Misseri arrivo' nel terreno dietro la sua casa per raccogliere fagiolini non prima delle 15.30 e mi disse che Sarah non si trovava''. E' quanto ha riferito in aula al processo per l'omicidio Scazzi (avvenuto, per l'accusa, poco prima sempre in quel pomeriggio) un fratello di Cosima Serrano, Giuseppe Serrano.
Il teste ha inoltre detto di aver appreso dai 'media', all'epoca, del ritrovamento del telefonino di Sarah (29 settembre 2010), e non da Michele Misseri, come riferito in precedenza agli inquirenti. Serrano, che risiede in Germania, ha aggiunto di essere tornato ad Avetrana (Taranto) nell'ottobre dello scorso anno, in attesa del processo, ed ha fornito alcune risposte rileggendo appunti riportati su un foglietto ricavati – ha detto – da altri appunti segnati su calendari del 2010.
Prima di Giuseppe Serrano, e' stata sentita, sempre su richiesta della procura, una teste, secondo la quale il 5 ottobre 2010, vigilia della confessione di Michele Misseri che ne determino' l'arresto, si sarebbero sentite urla di un uomo provenire dalla casa dei Misseri. Questo – secondo l'accusa – potrebbe essere legato a rapporti all'interno del nucleo famigliare dei Misseri in relazione a quanto era accaduto a Sarah.
Secondo la teste, sua figlia stava recandosi da Sabrina per avvisarla che doveva disdire un appuntamento per trattamenti estetici, quando – giunta dinanzi al cancello – senti' provenire dalla casa le grida di un uomo. La figlia della teste, ha riferito quest'ultima, pur se spaventata dalle grida citofono' tre volte ma senza ottenere risposta.