''Mi dispiace per la mia
famiglia.. io adesso li scoprirà''. A pronunciare queste
parole in dia – ''Mi dispiace per la mia
famiglia.. io adesso li scoprirà''. A pronunciare queste
parole, in dialetto, fu Michele Misseri la mattina del 5 ottobre
2010, il giorno prima della confessione ai carabinieri. Le frasi
sono contenute in una intercettazione ambientale fatta dai
carabinieri all'agricoltore, che il giorno dopo venne fermato
dagli investigatori.
Michele Misseri era in auto da solo, parlava a se stesso, e
quelle parole proferite a bassa voce vengono sottolineate
nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip
del Tribunale di Taranto Martino Rosati nei confronti di Cosima
Serrano e di sua figlia Sabrina Misseri.
Per il giudice il riferimento e' proprio all'omicidio di
Sarah e alle conseguenze che avrebbe portato, di li' a poco, la
sua confessione. ''Da quelle frasi comprende – scrive Rosati –
che l'evento doloroso riguardava la propria famiglia e che fino
ad allora era stato tenuto nascosto, ovviamente per proteggerla.
E si capisce pure che la sua scelta non e' condivisa dagli altri
componenti di essa (la frase successiva 'cosa vogliono dire,
dicano quelli..e' andata cosi''). Inoltre Michele – aggiunge il
giudice – e' consapevole che, da quel che egli ha ormai deciso
di fare, deriveranno conseguenze pregiudizievoli per la figlia
('cosa vogliono fare, fanno a tua figlia'): e questa – continua
il gip – ''non puo' che essere Sabrina, perche' Valentina vive a
Roma''.
