CAGLIARI – Dopo il decreto di chiusura delle indagini e' arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per 20 consiglieri regionali della Sardegna, della precedente legislatura. Rischiano di doversi difendere davanti al Gup dall'accusa di peculato per la gestione dei fondi ai gruppi consiliari che ha ipotizzato la Procura di Cagliari, nata a seguito di un'inchiesta iniziata su un'ipotesi di reato di mobbing.
La vicenda – come riportata oggi il quotidiano L'Unione Sarda – dopo la denuncia di una dipendente del Gruppo misto, caduta in depressione – secondo quanto sostiene l'accusa – per le condizioni di lavoro a cui era costretta.
Nel corso delle indagini, il pm Cocco ha poi cercato di capire come venissero spesi i fondi dei gruppi, facendo partire cosi' il filone d'indagine con l'ipotesi di peculato per i 20 consiglieri della legislatura 2004-2008. Si tratta dei socialisti Raffaele Farigu, Pierangelo Masia, Maria Grazia Caligaris, Peppino Balia e Raimondo Ibba, dei consiglieri dell'Idv Adriano Salis e Giommaria Uggias, Sergio Marracini (Udc), gli esponenti del Popolo della Liberta' Oscar Cherchi – attualmente assessore dell'Agricoltura – Silvestro Ladu, Renato Lai e Tore Amadu, l'ex Udeur, Giuseppe Giorico, Mario Floris (Uds) – attualmente assessore delle Riforme – Carmelo Cachia (Pd), Salvatore Serra (Sinistra autonimista), gli ex Udc Alberto e Vittorio Randazzo, Giuseppe Atzeri e Beniamino Scarpa (Psd'Az), ora sindaco di Porto Torres.
Secondo l'accusa, i consiglieri avrebbero percepito indebitamente e speso delle somme destinate invece alle attivita' del gruppo.