Si scava nel passato di Francesca Bova, la cameriera e addetta alle pulizie di 29 anni assassinata e abbandonata nello scantinato del suo condominio a Borghetto Santo Spirito (Savona) e su Marco Francesco Virgilli, tabaccaio di 34 anni, chiuso in carcere perché ritenuto l’autore del delitto.
La donna, secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, era un’assidua frequentatrice dei bar dove giocava ai videopoker arrivando a spendere molti soldi, anche 200-300 euro al giorno. Spesso chiedeva prestiti, forse anche a Virgilli.
L’uomo sposato e padre di due bambini, è originario di Milano, dove ha vissuto fino al 2005. Ora gestisce una tabaccheria di Borghetto anche se vive a Borgio Verezzi. La sua fedina penale, come quella della donna, è immacolata. Si scava sulle loro frequentazioni. Intanto i militari cercano ancora l’arma del delitto, un oggetto contundente con cui la donna è stata colpita in modo violento al volto.
Domani 11 gennaio l’uomo risponderà alle domande del gip Donatella Aschero per l’udienza di convalida del fermo, mentre all’ Ospedale Santa Corona il professor Francesco Ventura dell’ istituto di medicina legale effettuerà l’autopsia sul cadavere della cameriera.