CIAMPINO (ROMA) – ''Confido nella magistratura svedese e sono convinto che ne usciro' pulito da questa storia'': cosi' Giovanni Colasante all'aeroporto di Ciampino attorniato da un folto gruppo di fotografi e videoperatori. Senza scomporsi il consigliere comunale di Canosa di Puglia ha voluto soltanto accennare alla brutta storia, ''un incubo, un vero e proprio incubo'', che ha vissuto a Stoccolma.
''Adesso sono stanco non vedo l'ora di tornare a casa per riabbracciare i miei bambini''. E alla domanda su quale e' stato il momento peggiore ha diplomaticamente risposto: ''Il fatto di aver dovuto lasciare i miei due bambini, di averli visti piangere perche' abbiamo dovuto rinunciare alla vacanza e alla crociera nei fiordi''.
In carcere dove e' stato trattenuto per tre giorni prima di essere ospitato alla nostra ambasciata a Stoccolma in attesa dell'udienza che gli ha restituito il passaporto Giovanni Colasante e' stato trattato bene. ''Bene, ora voglio dire bene, ma adesso non voglio parlarne, lo faro' dopo la sentenza''. Sentenza che e' attesa per dopodomani.
Il consigliere di Canosa ''non ci pensa proprio a tornare a Stoccolma per la sentenza'' aveva detto poco prima il suo avvocato Giovanni Patruno. E lui, l'interessato, lo ha confermato. Ma ha anche aggiunto che ''dopo il processo e dopo la sentenza mi auguro di poter tornare un domani a Stoccolma per vivere quella vacanza che stavolta non abbiamo potuto fare ne' io ne' i miei familiari''.
