ROMA – “O cambia il decreto liberalizzazioni o dalla prossima settimana scatterà lo sciopero del Viagra”. E’ la “minaccia” dei farmacisti ospedalieri, tremila in tutta Italia, al governo Monti, “colpevole” a loro dire, di aver varato una legge che penalizza li fortemente.
La rivolta parte da Roma: stop alla distribuzione di farmaci per le disfunzioni erettili. “La legge, così come è stata pensata – spiega al Messaggero il dottor Pietro Motta – è contro il merito. Uno schiaffo alle farmacie pubbliche”.
“Solo noi possiamo erogare farmaci ad alto costo come quelli biologici e farmaci ad alto rischio come gli antitumorali . spiega Giovanni Maria Pellecchia del sindacato farmacisti ospedalieri – Certo non potevamo bloccare questo tipo di farmaci, per cui abbiamo scelto l’unico possibile, il Viagra”.
