Scontri tra pastori sardi e polizia al porto di Civitavecchia: volevano “invadere” Roma

Scontri fra pastori sardi e polizia al porto di Civitavecchia. Circa duecento membri del “Movimento Pastori Sardi” sono sbarcati martedì mattina all’alba, decisi a compiere un blitz nella capitale. Ad attenderli però hanno trovato un presidio delle forze dell’ordine che ha impedito loro di salire sui pullman che li stavano aspettando per condurli nella capitale. I pastori sono stati bloccati nell’area portuale.

Obiettivo dei manifestanti, guidati da Felice Floris, era di bloccare una strada di grande scorrimento. Da tempo i pastori protestano lamentando che il prezzo del latte riconosciuto dagli industriali, ovvero 60 centesimi al litro, non è sufficiente a coprire i costi di produzione. Dalla Sardegna proviene il 60% del latte di capra e di pecora nazionale.

La tensione è salita quando i pastori hanno tentato di sfondare il cordone disposto da polizia e carabinieri, schierati con diversi mezzi blindati. Ne è seguito un lungo parapiglia, con i poliziotti che hanno cercato di isolare e arrestare alcuni pastori, tra cui Floris, leader del movimento. Imbarazzo e paura tra gli altri manifestanti.

Dopo alcuni minuti è tornata la calma, con il rilascio dei due fermati, ma per il momento i pastori restano bloccati nel porto, guardati a vista da polizia e carabinieri.

La marcia del Movimento pastori sardi non si è però fermata e nonostante il blocco dei pullman a Civitavecchia gli allevatori hanno deciso di raggiungere Roma in treno. E’ sconosciuto l’obiettivo della loro manifestazione nella capitale dove i pastori vorrebbero tenere una conferenza stampa per spiegare i motivi della loro protesta e le richieste del Movimento per il settore agropastorale.

Quello che però sembrava un normale viaggio verso la capitale con poco più di 200 pastori sardi è diventata una odissea dopo che i pullman che avrebbero dovuto portare gli aderenti del Movimento pastori sardi (Mps), sbarcati a Civitavecchia dalla nave partita da Olbia, sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Nemmeno il tentativo di prendere il treno diretto a Termini, a metà mattina, ha avuto successo. ”Non riusciamo a partire – ha spiegato uno dei componenti del Mps, Filippo Gioi – non ci fanno salire sul treno. Le forze dell’ordine ci controllano come fossimo pregiudicati mentre siamo persone civili”.

I pastori si sentono giudicati prima ancora di aver compiuto qualsiasi azione di protesta ed il loro blitz, che avrebbe dovuto portarli a Roma, davanti al Ministero per le Politiche agricole, per chiedere interventi per il settore agropastorale, è finito nella stazione di Civitavecchia dove di fatto sono bloccati non riuscendo a raggiungere la capitale.

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Alessandro Avico