Da turiste coreane, convinte di arrivare a Roma per un soggiorno in un bed&breakfast, a sacerdotesse del sesso, con tanto di preghiera propiziatoria. E’ quanto è capitato a decine di ragazze coreane, tra i 20 e i 25 anni, costrette a prostituirsi in un appartamento a Roma. A gestire la casa di appuntamenti, riservata a cittadini cinesi, era un coreano di 45 anni chiamato ‘il professore’, arrestato dagli agenti del commissariato Esquilino guidati da Domenico Condello.
Adescate con un falso b&b. Le ragazze arrivavano nell’appartamento dopo essere state ‘adescate’ su un motore di ricerca coreano che spacciava la casa a luci rosse per un bed&breakfast all’Esquilino. Senza conoscere l’italiano e con pochi soldi, per le ragazze era facile farsi convincere dal ‘professore’ a prostituirsi, ottenendo ‘un facile guadagno’.
Il rituale. Le prestazioni includevano un rituale che iniziava dai primi passi all’interno dell’appartamento. Al cliente venivano lavati i piedi e fatte infilare delle pantofole, mentre su una sorta di altarino all’ingresso e nelle camere erano messe a disposizione pasticche di viagra cinese.