Pantelleria (Trapani) – Un tesoro perduto durante le guerre puniche e riemerso solo ora dai fondali dell'isola di Pantelleria. Oltre 3400 monete, che risalgono al III secolo A.C., sono state scoperte nelle sabbie di Cala Tramontana nell'ambito del progetto di valorizzazione del sito sommerso finanziato da Arcus SpA e realizzato da Mediterranea Engineering, Ares, Cala Levante Diving. A trovarle è stato il ricercatore Francesco Spaggiari, durante una immersione di ricognizione che precede lo scavo del sito archeologico. "Sono stato attirato – ha spiegato il ricercatore – da un oggetto circolare metallico che brillava dotto una pietra, tra le praterie di Posidonia. Ne sono comparse prima due, poi altre tre e nel pomeriggio, fino ad arrivare a 185, durante la seconda immersione. Abbiamo sempre scavato con le mani nella sabbia e in trenta giorni ne abbiamo recuperate 3433". Le monete sembra siano state coniate da una zecca sarda, in bronzo,e raffigurano da un lato una testa di cavallo e dall'altro la figura femminile della dea Tanit. Variano solo per le acconciature della dea e la criniera dell'animale. "La scommessa – dice Spaggiari del consorzio Pantelleria Ricerca – è scoprire il motivo per il quale queste monete sono finite sul fondale di Pantelleria. Secondo una tesi del direttore scientifico del progetto, Leonardo Abelli, sono state fabbricate per un pagamento istituzionale. La nave cartaginese che le trasportava, quindi, non era sola ma viaggiava con una flotta e potrebbe essere stata affondata durante le guerre puniche da una nave romana. Le monete, forse, servivano proprio per pagare i soldati". Nello stesso scavo sono state rinvenute anche anfore, frammenti di ceramica decorata, un anello in piombo e altri utensili che potrebbero essere legati alla vita di bordo. Le monete per ora sono sotto la custodia della guardia costiera, ma poi passeranno alla Regione Sicilia che ne curerà il restaro. "Speriamo che poi – conclude il ricercatore – tornino qui in un museo a Pantelleria".