Scuola: niente classi pollaio

ROMA, 15 GIU – Senza arrivare alle super classi inglesi da 70 alunni, anche in Italia in alcune aule il sovraffollamento e' una realta'. Secondo il ministero dell'Istruzione si tratta di pochi casi visto che le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 – ha piu' volte ripetuto viale Trastevere – sono appena lo 0,4% del totale. Ma anche se fosse vera questa cifra – ha fatto notare proprio ieri l'Udc – lo 0,4% corrisponde comunque a 1.500 classi per un totale di 45 mila studenti.
Certo e' che a girare per le scuole italiane il numero dei ragazzi ospitati in ogni aula varia moltissimo, sia per la specificita' del luogo (come gli istituti di montagna o nelle isole che hanno pochi alunni) sia perche' le nuove regole della riforma Gelmini stanno ridisegnando le classi della scuola superiore, a volte con numeri alti di frequenza.
Tuttavia, la legge parla chiaro: secondo i dati della Uil scuola le norme sulla costituzione delle classi sono regolate da un decreto del 2009 (n. 81) che prevede un ''tetto massimo'' di alunni per classe: SCUOLA INFANZIA – Fino a 26 alunni (elevabili in casi eccezionali a 29). SCUOLA PRIMARIA – Fino a 26 alunni (elevabili in casi eccezionali a 27). SECONDARIA DI PRIMO GRADO – Fino a 27 alunni (elevabili in casi eccezionali a 30). SECONDARIA DI SECONDO GRADO – Fino a 27 alunni (elevabili in casi eccezionali a 30). CLASSI CON ALUNNI DISABILI – Fino a 20 alunni. La presenza di un numero di alunni superiore a quello fissato dalla legge e', secondo il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, non soltanto un problema 'giuridico' ma anche una condizione da superare assolutamente perche' incide direttamente sulla qualita' della didattica e sui risultati. Secondo l'analisi fatta da viale Trastevere in Italia ''il sovraffollamento riguarda prevalentemente la scuola secondaria di II grado e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni''.

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Alberto Francavilla