ROMA, 13 LUG – "Un altro atto della farsa tra Sindacati e Governo": cosi l'Unione sindacale di base commenta l'incontro fra i sindacati e il Governo per definire il Piano triennale di assunzioni nella scuola. "Dal 2005 a oggi ci sono stati 275 mila pensionamenti tra i docenti e personale Ata, 155 mila posti persi a seguito dei tagli. A 'perdere posto' sono stati gli oltre 112 mila contratti a tempo indeterminato, mentre le quota di precariato é rimasta pressoché invariata e il numero degli alunni aumenta alla media di 30 mila l'anno. In concomitanza con la crescita del numero degli studenti – prosegue la Usb – nei prossimi 10 anni ci saranno altri 270 mila pensionamenti, pur considerando l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni. Una media di 27 mila all'anno, 81 mila solo nei prossimi tre anni, che sarebbero coperti solo in parte dalle promesse 65 mila assunzioni. A meno che – ironizza l'Unione sindacale di base – non si porti la pensione a 67 anni cancellando il contratto nazionale; ma soprattutto vengano cacciati fuori dalla scuola i figli dei lavoratori, e per primi i più deboli: gli stranieri e i disabili". Il piano triennale "é la gestione della definitiva rovina della scuola statale" conclude l'Usb che "contro il furto di futuro e di democrazia perpetrato ai danni dei lavoratori con la manovra finanziaria e gli accordi truffa" ha indetto un primo sciopero generale del Pubblico Impiego per il 15 luglio, che nella Scuola sarà di un'ora a fine turno con manifestazioni regionali.
