Scuola chiusa: 45mila euro (almeno) in meno negli stipendi dei futuri lavoratori (Foto d'archivio Ansa)
Scuole chiuse fino all’11 gennaio in tutta Italia. Il governo ha deciso di non far riaprire gli istituti il 7 gennaio. Alcune regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia su tutte) hanno già deciso di riaprire a febbraio. Dunque, scuole chiuse il 31 gennaio. E anche chi (Campania, Toscana) aveva deciso di riaprire il 7, dovrà accontentarsi (almeno per questa settimana) della didattica a distanza.
La questione della riapertura delle scuole ha tenuto banco per tutta la giornata di lunedì 4 gennaio. Un balletto di date in cui le Regioni hanno deciso di anticipare la decisione del governo (arrivata di notte). Nel dubbio che si decidesse di uniformare le possibili aperture al 7 gennaio, i governatori hanno prodotto ordinanze. Ognuna in base alla situazione dei contagi nella propria regione.
Il terreno di scontro era la riapertura delle scuole superiori. Dopo una giornata di tensione tra governo e Regioni, il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, propone di rinviare l’apertura almeno a partire dal 15 gennaio. I ministri di Italia Viva non ci stanno. Così come il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. E nel mirino del M5S, racconta l’Ansa, ad un certo punto sarebbe finita anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli.
La riunione è durata quasi tre ore. Il decreto sulle nuove restrizioni in vigore dal 7 al 15 gennaio – con il weekend del 9-10 “arancione” e una fascia “gialla rafforzata” negli altri giorni – era ormai pronto. Ma il Pd avrebbe espresso una linea già emersa nel pomeriggio dal segretario Nicola Zingaretti. Sulla scuola è necessario un rinvio. E la data più adeguata per riaprire le superiori in presenza (al 50%), secondo il Pd, sarebbe stata quella del 18.
“Il rinvio è segno di un caos inaccettabile. Non si doveva arrivare a questo punto quando lo abbiamo detto da mesi che le scuole avrebbero riaperto a gennaio”, avrebbero sbottato la Bellanova e la Bonetti (Italia Viva). E il M5S se la sarebbe prensa anche con De Micheli. “L’organizzazione dei trasporti è stata totalmente assente”, ha detto all’Ansa una fonte di governo M5s. Alla fine la mediazione cade sull’11 gennaio.
Il Cdm dà il via libera al decreto che dal 7 gennaio entrerà in vigore introducendo, tra l’altro, un Rt più rigido per la classificazione di rischio regionali. E anche sui vaccini il decreto introduce una norma secondo cui, qualora un paziente non in condizione di esprimere il consenso libero alla somministrazione sia privo di un tutore legale, sarà il giudice tutelare a rinviare al direttore sanitario o responsabile medico la decisione della somministrazione.
Il 28% degli adolescenti dichiara che dall’inizio della pandemia almeno un compagno nella propria classe ha smesso di frequentare la scuola. Tra le cause principali delle assenze durante la Dad (didattica a distanza) la difficoltà di connessione e la mancanza di concentrazione. E’ quanto emerge da un’indagine, “I giovani ai tempi del Coronavirus”, condotta da Ipsos per Save The Children che analizza opinioni, stati d’animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni. Sulla base dei dati dell’indagine, la stima è che almeno 34mila studenti delle superiori, a causa delle assenze prolungate, potrebbero trovarsi a rischio di abbandono scolastico. (Fonte Ansa)