SIENA – ''Nel nostro paese le donne sono andate avanti in questi anni per strategie individuali, investendo su se stesse in formazione, in cultura, prendendo coscienza del proprio valore, nonostante tutte le difficolta'''. E' il quadro in positivo delineato dalla direttrice generale dell'Istat Linda Sabbatini oggi a Siena per prendere parte alla manifestazione 'Se non ora quando'. Ma il quadro che Sabbatini traccia rivela una situazione fortemente critica per le donne nel nostro Paese cosi' come si evince dai dati raccolti dal suo osservatorio.
''Meno di meta' delle donne – ha detto – lavora. Al sud neanche un terzo. Siamo uno dei fanalini di coda dell'Europa per tasso di occupazione femminile. Lo sono le italiane e lo sono le immigrate che presentano un tasso piu' basso delle italiane quando hanno figli perche' non hanno una rete familiare che le supporta. La disoccupazione femminile e' piu' alta di quella maschile (9,7% contro il 7,6%) e a questa si aggiunge lo scoraggiamento di chi non trova lavoro e smette di cercarlo, soprattutto al sud. Le donne hanno piu' lavori a tempo indeterminato o collaborazioni e questa situazione si protrae nel loro caso per periodi piu' lunghi''.
Il titolo di studio non favorisce le donne. Sabbatini osserva che a parita' di titolo conseguito ''le donne guadagnano meno degli uomini''. ''Tra le laureate che svolgono un lavoro alle dipendenze la differenza e' del 21% (1532 contro 1929 euro la retribuzione netta mensile). Il 40% delle laureate svolge un lavoro non adeguato al titolo di studio conseguito, contro il 31% dei non laureati. Il part time e' cresciuto soprattutto tra le donne ma non e' il part time liberamente scelto a crescere: in Italia abbiamo una presenza quasi doppia di part time involontario rispetto all'Europa (il 42,7% rispetto al 22,3%) il che fa ipotizzare che in Italia sia meno utilizzato per la conciliazione dei tempi di vita e piu' dal lato delle imprese''.