ROMA, 21 SET – Per 35 anni di infelice matrimonio, una donna di Sanremo (Genova), Elvira R., e' stata maltrattata dal marito Angelo C. – nei confronti del quale la Cassazione ha confermato l'allontanamento coatto dal domicilio familiare, in attesa del processo – con vessazioni fisiche ma soprattutto con soprusi morali.
L'intervento delle forze dell'ordine – racconta la sentenza 34405 della Sesta sezione penale della Suprema Corte – ha messo fine alle sofferenze della signora, liberata dagli agenti che la hanno trovata "rinchiusa in camera con una catena".
Inutilmente il marito prepotente (84 anni) ha chiesto – con il ricorso in Cassazione – l'annullamento della misura cautelare che gli consentirebbe di poter tornare nell'abitazione coniugale.
A sua difesa, Angelo C., ha fatto presente che in tanti anni di vita in comune, la moglie Elvira – caduta da tempo in depressione e che, secondo le amiche, prendeva botte che non le lasciavano il segno perchè il marito era "furbo" – aveva 'accumulato' un solo certificato medico attestante una "presunta aggressione". Ma la Cassazione non ha dato importanza alla presenza, o meno, di lividi ed ecchimosi. Anche essere bloccate da una catena e vivere nelle "vessazioni" procura 'lividi'.
"Il reato di maltrattamenti in famiglia – scrivono infatti i supremi giudici – può essere realizzato anche attraverso una condotta reiterata nel tempo che si manifesti con violenza morale e non solo fisica, sicchè appare irrilevante il motivo con cui si rileva che vi sia solo un certificato attestante una presunta aggressione". Convalidato, dunque, l'allontanamento coatto disposto dal gip di Sanremo lo scorso 14 aprile e ratificato dal Tribunale di Genova il 29 aprile.