MILANO – Un volontario dei servizi sociali di Seregno (Milano) avrebbe violentato per almeno tre anni tre ragazzini, di dodici e tredici anni. A rivelarlo è stato proprio uno dei ragazzi che, durante una premiazione in parrocchia, si è rifiutato di stringere la mano all’uomo. Davanti ai genitori che chiedevano spiegazioni, il ragazzino ha raccontato le violenze subite negli ultimi anni. Così i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del presunto violentatore.
L’episodio che ha permesso di scoprire gli abusi è avvenuto durante un incontro in una chiesa, la parrocchia in cui l’arrestato svolge attività sociali. Durante una premiazione, quando il presunto pedofilo si è avvicinato proprio a uno dei tre ragazzi per congratularsi con lui, che era uno dei destinatari dei premi, il ragazzino ha ritratto la mano e se ne è andato senza nemmeno dirgli una parola. “Questo particolare non è sfuggito ai parenti e amici della vittima – spiega un investigatore – che poi ne hanno parlato fra di loro e hanno deciso di chiedere al ragazzo delle spiegazioni. E’ stato in quel momento che il giovane ha rivelato di detestare quell’uomo per quello che gli aveva fatto”. Da quella vicenda è stata poi originata la prima denuncia che ha permesso di trovare i riscontri anche sui suoi due amici.
Secondo quanto spiegato dai carabinieri, tutti i protagonisti della triste vicenda vivono nel centro di Seregno e non appartengono a contesti sociali degradati ma anzi a famiglie benestanti. Il presunto violentatore, volontario in attivita’ parrocchiali, viveva con i genitori e conosceva le famiglie dei ragazzi che abusava, che abitano tutti nello stesso quartiere. Le indagini hanno raccolto indizi su rapporti sessuali, anche particolarmente violenti, subiti dai ragazzini in circa tre anni di accertamenti ma non si esclude che gli stupri potessero essere iniziati molto prima.