Sfratti in aumento/ L’Espresso pubblica gli aumenti nelle città italiane. La crisi lascia senza un tetto migliaia di famiglie

Uno dei mestieri più odiati è quello dell’ufficiale giudiziario. In tempi di crisi nera come questi, però, rendere esecutivi gli sfratti è ancora più sgradevole. Come riporta l’Espresso nella sua nuova inchiesta, l’aumento degli sfratti coatti ha raggiunto quest’anno, in tutta Italia, delle cifre spaventose.

L’aumento esponenziale delle intimazioni è dovuto principalmente al fatto che in molti non sono più in grado di pagare l’affitto. Dall’altra parte, spesso, ci sono padroni di appartamenti anche loro in difficoltà costretti ad aumentare il costo dei canoni di locazione, lasciando così per strada le famiglie più povere che non possono permettersi di sopportare l’aumento mensile. Il Nord è l’area più colpita dal fenomeno e a dirlo sono i dati ufficiali diffusi dalle sezioni specializzate dei tribunali civili.

Reggio Emilia detiene il record: nel 2009, facendo un calcolo medio mensile, gli sfratti sono aumentati del 557%, percentuale chiaramente impossibile da spiegare solo con una maggiore diffusione dei “furbi” che tentano da sempre di evitare il fatidico assegno mensile da corrispondere al proprietario. «Ci dobbiamo corazzare umanamente, il nostro lavoro a volte è crudele. E poi è evidente che questi nuovi sfrattati sono dei veri poveri, non i soliti imbroglioni».

In Lombardia la situazione non cambia, al loro ufficio nei tribunali gli ufficiali giudiziari fanno sapere di non aver mai lavorato così tanto negli ultimi vent’anni. In tutti i capoluoghi principali la situazione è più o meno la stessa: gli sfratti a Torino sono aumentati del 50%, a Venezia del 260, a Treviso del 74, a Como e Mantova del 40. Nessuna regione è al sicuro, comprese quelle “rosse”. Il loro sistema sociale non è comunque in grado di far fronte a tutte le famiglie che rimangono senza un tetto. Solo gli extracomunitari, paradossalmente, soffrono meno dell’impennata degli affitti: senza una casa in cui alloggiare devono lasciare l’Italia. Così, preferiscono stare ancora più stretti, dividere fra tanti il canone e provare a sopravvivere in un modo o nell’altro.

Published by
admin