Sfruttamento dell’immigrazione, arrestati un avvocato e un ragioniere

IMOLA (BOLOGNA), 22 NOV – C'erano un'avvocatessa e un ragioniere di Imola al vertice dell'organizzazione che aveva allestito un sistema illecito per la regolarizzazione di cittadini extracomunitari. Questo secondo l'inchiesta della Guardia di Finanza di Rovigo condotta dal Pm di Bologna Marco Mescolini e che ha portato agli arresti domiciliari i due professionisti, su ordinanze firmate dal Gip bolognese Letizio Magliaro.

Si tratta dell'avvocatessa Maria Teresa Caputo, 47 anni, e del ragioniere Giuseppe Monaco, di 60, che per molto tempo ha lavorato per un Caf (Centro assistenza fiscale) di Imola. Le operazioni irregolari sono state fatte approfittando della sanatoria per Colf e badanti del 2009 e del decreto flussi del 2010.

Monaco e la Caputo hanno fatto da collettori per immigrati che dovevano essere regolarizzati: trovavano, in cambio del denaro (fino a 7.000 euro) datori di lavoro fittizi, che venivano ricompensati con 1.000 euro. Ragioniere e legale si facevano predisporre tutti i documenti l'avvocatessa si faceva dare dagli immigrati anche la procura per andare in prefettura a sbrigare tutte le pratiche. Consegnando alla fine una sorta di 'lavoro chiavi in mano'.

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Maria Elena Perrero