Sim false, giro d’affari di 700 mila euro. Sotto inchiesta 4 società romane

ROMA – Schede sim dei cellulari false per un giro di affari di 700 mila euro. Un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sull’intestazione fittizia di schede telefoniche travolge quattro società romane di telefonia mobile. Sono tutte finite sotto sequestro preventivo, per un valore complessivo di 700 mila euro.
Secondo l’accusa, le quattro società fornivano “sistematicamente ed in maniera spregiudicata, a scopo di lucro, migliaia di schede telefoniche anonime, successivamente risultate in uso anche ad esponenti della criminalità organizzata“.
Il Corriere della Sera spiega:
A gestire l’affare era «un agguerrito gruppo criminale organizzato» attorno alla figura di F.C., romano di 46 anni, il cui negozio di telefonia all’Appio-Latino faceva da base per i suoi complici, descritti negli atti dell’inchiesta come «anonimi imprenditori romani, titolari di diverse rivendite di schede telefoniche ed apparecchi di telefonia». Il sistema messo in piedi dalle quattro società consisteva nell’utilizzare le generalità di ignari clienti che, in buona fede, le avevano fornite in occasione di precedenti acquisti di prodotti telefonici, fidandosi della correttezza del commerciante.
Con questa violazione delle norme sulla privacy, l’organizzazione aveva preso quota, tanto che F.C. ha creato in breve tempo una parallela filiera di distribuzione illegale di sim card alla quale si rivolgeva la malavita romana e nazionale. Clienti ormai affezionati ai quali l’organizzazione garantiva una costante fornitura di interi pacchetti di schede telefoniche «fittiziamente intestate».
Published by
Alessandro Avico