SIENA, 10 LUG – Donne in una grande rete per cambiare l'Italia: 'Se non ora quando' (Snoq) e' diventato movimento e ora si propone l'obbiettivo ambizioso di radicarsi sul territorio e far sentire la voce femminile in una societa' ''ancora cosi' tanto strutturata dal potere maschile''. In due giornate di dibattito e confronto – ma anche di festa e allegria – oltre 2000 donne di diverse generazioni hanno messo a punto, ieri e oggi a Siena, la strategia per il futuro. Snoq si prepara per l'autunno che, prevedono, sara' ''caldo'' ma ha un'emergenza immediata: la manovra finanziaria, spiegano le attiviste, con le sue norme ''contro le donne''. E' stata Serena Sapegno, docente di letteratura italiana alla Sapienza, a concludere oggi la convention indicando la strada dei prossimi mesi come sintesi delle idee formulate in questi due giorni. Sapegno ha sostituito Cristina Comencini, affaticata dal gran caldo e dal lavoro delle ultime settimane, che stamane e' stata colta da un lieve malore. ''La spinta arrivera' – ha spiegato la docente – da un lavoro capillare di radicamento attraverso l'apertura a tutte le donne, diversamente impegnate nella societa' a tutte le competenze e a tutte le associazioni che fino ad ora separatamente e senza contatti hanno cercato di rispondere al desiderio delle donne di contare e trasformare la societa'''. Prima di lei ieri e oggi sono intervenute in tante, a nome di associazioni o personalmente, di tutte le eta' e di tutte le provenienze sociali e geografiche. Per Carla Fronteddu, dottoranda in filosofia, ''la due giorni di Siena e' stata utile a mettere a confronto due generazioni, per una circolarita' che a partire dallo spettacolo della Comencini, Libere, ha pervaso tutto il movimento. Credo che il 9 e 10 luglio abbiano trasformato Se non ora quando in un bene collettivo che va alimentato, ciascuno con le proprie competenze, in modo che possa uscire dalle piazze. Io come giovane rappresentante del comitato senese sono la dimostrazione che Snoq e' un movimento intergenerazionale che ha dimostrato la voglia di confrontarsi e il desiderio di aprire uno spazio di riflessione libero''. Due le chiavi di lettura del dibattito che si e' tenuto nella mattinata di oggi: il percorso, come racconto dell'esperienza, e i temi del movimento, in primo luogo precarieta', maternita' e lavoro. Dalla voce delle protagoniste sono stati sottolineati i rischi della manovra finanziaria che, ''in un Paese come il nostro – hanno detto – con un welfare inadeguato, aggrava la situazione, colpendo soprattutto le donne e scaricando su di loro i costi della crisi''. Da qui la richiesta della maternita' come diritto a carico della fiscalita' generale e il congedo della paternita' obbligatorio. Senza dimenticare che i tagli al welfare costringono le donne a supplire con la loro attivita' di cura ai servizi e all'assistenza negata. Battaglie da affrontare subito, se non ora quando?.