ROMA – ''La Siria di domani: liberta', democrazia, dignita'''. Con questo slogan alcune decine di dimostranti hanno manifestato oggi davanti all'ambasciata siriana a Roma contro ''la repressione del regime di Assad'', e per un paese piu' democratico in cui si svolgano ''libere elezioni''. La protesta, organizzata dai radicali ha visto la partecipazione anche di alcuni membri della comunita' siriana in Italia e di Haytam Manna, presidente dell'Istituto scandinavo per i diritti umani e portavoce della delegazione araba per i diritti dell'uomo. ''La repressione di Assad e' stata molto piu' violenta di quella di Gheddafi'', ha osservato a margine della protesta il senatore radicale Marco Perduca, sottolineando che ora ''l'occidente dovrebbe farsi parte garante di chi oggi si sacrifica in Siria, dove i dissidenti sono al centro di una campagna di violenza e intimidazione''. Perduca ha anche ricordato che dopo aver annunciato la manifestazione, i radicali sono stati contattati dalla comunita' siriana di Roma e da quella di Milano. E alla protesta, tra gli altri, ha parlato anche Ossama Al Tawel, delegato della comunita' siriana a Roma, secondo il quale, in questo momento ''cinque citta', in Siria, sono sotto assedio. La situazioe e' tragica perche' ogni manifestazione viene affrontata con forza, in modo barbaro. La gente e' uccisa solo perche' scende in strada a chiedere liberta'. Per una volta vogliamo votare liberamente il nostro governo''. Al Tawel ha osservato anhe pero' che ora ''il muro della paura e' stato abbattuto, non ci sono altre strade per noi''. Alla protesta, hanno aderito anche il segretario di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D'Elia e il leader radicale Marco Pannella che ha ricordato come ''anche il popolo siriano si sia svegliato e lotta anche per le patrie europee che non sono piu' ne patrie ne europee. Per questo anche noi siamo un po' siriani''.
