ROMA – Gemma Capra, vedova di Luigi Calabresi, non si mostra turbata dalla scarcerazione definitiva di Adriano Sofri, che ha scontato la pena di 22 anni per l’uccisione del commissario di polizia, avvenuta nel 1972. ”Ormai da molto tempo nessuno era più in carcere per l’omicidio di mio marito e questo passaggio non cambia i miei sentimenti”: così la vedova del commissario Luigi Calabresi, Gemma Capra, commenta con l’ANSA la notizia della liberazione di Adriano Sofri, per aver scontato la pena di 22 anni per l’uccisione del commissario Calabresi.
”Ho sempre creduto – aggiunge la vedova Calabresi – che la verità e la giustizia sarebbero state il risarcimento più grande: siamo riusciti a ottenerle entrambe, grazie all’impegno di magistrati coraggiosi e scrupolosi, e le sentenze sono state rispettate”.
”Non posso poi non notare – prosegue Gemma Capra – come in questi ultimi anni le Istituzioni abbiano mostrato un’attenzione e un rispetto nuovi verso le vittime del terrorismo e delle stragi, a partire dalla celebrazione del Giorno della Memoria. A maggio saranno passati ben quarant’anni dalla morte di mio marito: oggi il Paese ha il dovere di guardare avanti – conclude – e io continuerò ad impegnarmi per tenere vivo il ricordo”.
