ROMA – ''Siamo qui a morire. Il governo, Berlusconi, il ministro Frattini.. abbiano pieta' di noi''. Sono le parole di Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della petroliera Savina Caylyn sequestrata l'8 febbraio scorso dai pirati somali e raggiunto al telefono satellitare da Repubblica. ''Siamo stati tutti radunati sulla plancia, dobbiamo stare seduti o stesi e non possiamo muoverci – si legge nell'intervista al quotidiano -. E adesso ci sono alcuni dei nostri che per questo hanno edemi alle gambe. I sessanta pirati a bordo sono tutti armati, mitragliatrici e fucili, e ogni tanto sparano per terrorizzarci. Ieri un elicottero si e' avvicinato troppo e loro hanno sparato come dannati''. ''Ci danno un pugno di riso al giorno e un po' d'acqua – aggiunge -. Non c'e' nient'altro a bordo, niente medicine''. ''Nelle scorse settimane – prosegue il comandante Lubrano Lavadera – sono stati sequestrati un peschereccio spagnolo e uno greco. I marinai sono stati liberati dopo un paio di settimane grazie ai riscatti. Da allora i pirati ci sbeffeggiano''.
