ROMA – Ricoveri inutili, soprattutto nelle regioni meridionali, per situazioni che non richiederebbero un ricovero ospedaliero a meno di complicanze particolari: e' il caso di bambini ricoverati per disturbi gastrointestinali o asma, o per soggetti affetti da ipertensione semplice. Ricoveri non necessari che implicano un costo per il Sistema sanitario nazionale. E' uno dei dati che emerge dal Programma nazionale di valutazione esiti 2010 (PNE) sulle attivita' di cura delle strutture ospedaliere pubbliche e private convenzionate, a cura dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e ministero della Salute.
Il Rapporto – che raccoglie i dati di attivita' di circa 1500 strutture ospedaliere italiane sulla base di 46 indicatori (che rispecchiano il 40% dell'attivita' assistenziale ospedaliera) – e' giunto alla sua terza edizione ed e' indirizzato alle autorita' regionali ma, da quest'anno, anche le singole aziende sanitarie potranno registrarsi e accedere al sito per avere visione degli esiti delle strutture.
Il 'capitolo' dei ricoveri inutili e' emblematico: per l'ipertensione, ad esempio, si passa da un tasso di ricoveri pari al 3.6 per mille nella provincia di Foggia allo 0.1 per mille di Torino o Novara. Altra tipologia e' quella dei bambini ricoverati per asma: si va dallo 0.2 per mille di Padova, Firenze e Vicenza al 2.98 per mille di Palermo.
Il ricovero e' inappropriato anche nel caso di disturbi pediatrici gastrointestinali: in questo caso, se a Venezia, Pistoia e Firenze si registra un tasso di ricoveri pari allo 0.3 per mille, il dato sale al 7.42 per mille a Bari e al 7.38 per mille a Palermo. Questo, commentano gli esperti Agenas, e' soprattutto il ''segnale di un malfunzionamento delle cure primarie e, nel caso dei bambini, di criticita' da parte dei pediatri''.
