PESCARA, 3 APR – Due i fucili da caccia e la canna di un terzo fucile portati via dall'abitazione di viale Punta Penna, a Pescara, dalla Polizia. Il morto, Antonio Di Martile, era un netturbino in pensione ma era stato anche guardiacaccia.
Tre i colpi esplosi, con un fucile a pallini, ma solo due andati a segno. Uno di questi ha raggiunto la badante della moglie al gomito ed e' uscito dal collo. Proprio su questa ferita i medici dell'ospedale di Pescara stanno ora intervenendo con un'operazione. Secondo un primo esame dell'anatomopatologo, Di Martile, con lo stesso fucile da caccia, si e' sparato un colpo al mento, morendo sul colpo.
Dal vicinato, chiacchiere di un'infatuazione dell'uomo per la badante ma gli investigatori sembrerebbero non essere propensi per questa ipotesi. Piu' probabile, dicono, l'esasperazione dell'uomo per le condizioni della moglie, colta da un ictus che l'aveva costretta su una sedia a rotelle cinque anni fa.
Domani dovrebbero essere ascoltati i due figli della badante romena ferita che, come si e' appreso successivamente, non vivevano nell'abitazione se non momentaneamente: avevano raggiunto la madre dalla Romania per le festivita' pasquali. Giunti sul posto, nel frattempo, i due figli maschi della coppia. Attesa la figlia che vive fuori Pescara.
