A Favara, il paese dell’Agrigentino dove le due sorelline Chiara Pia e Marianna sono morte nel crollo della loro catapecchia, il Comune ha deciso di acquistare 30 notebook, computer portatili leggeri e maneggevoli.
Uno per ciascuno, rappresentanti di maggioranza e dell’opposizione, questa volta compatti come una falange. Dicono che servono a snellire le procedure, a convocare le sedute via e-mail, a informatizzare l’attività del consiglio comunale.
Ma nella cittadina di 33 mila abitanti dove – a detta del sindaco Domenico Russello – il Comune non ha neanche i soldi per pagare le bollette e negli uffici c’è una processione di gente che chiede cinque euro per fare la spesa, il clima si è avvelenato.
E la fine delle due bambine assume sempre più i contorni di una tragedia della povertà . Il bello è che la gara, che doveva essere celebrata lunedì scorso, è andata deserta, forse perché la cifra offerta dall’amministrazione è sembrata troppo bassa: 12 mila euro oltre l’Iva. E così i consiglieri si chiedono adesso che cosa convenga fare: annullare l’avviso, dopo il crollo e tutto quello che ne è seguito, oppure andare avanti lo stesso sostenendo l’utilità della spesa. «Non è stata una mia iniziativa – si difende il sindaco – ma non mi sento di gettare la croce su chi l’ha voluta, anche perché i computer saranno dati in comodato d’uso, non regalati, e quindi resteranno comunque patrimonio dell’amministrazione».
In una cosa il sindaco ha ragione. Cioè che nella Sicilia dei paradossi il caso Favara non è unico: a Palermo, dove non ci sono i soldi per riparare tetti e caldaie delle scuole e i genitori degli alunni vengono invitati a fare la colletta, dove il contributo ai senza reddito è stato azzerato, dove l’assistenza domiciliare agli anziani è sospesa, dove gli operatori delle comunità alloggio con i bambini a rischio aspettano gli stipendi del 2008, dove 12 mila poveri fanno la fila per avere il buono casa relativo al 2007, la presidenza del consiglio comunale ha impegnato novantamila euro per affidare a trattativa privata il servizio di cocktail e cene e altri 25 mila per comprare computer che non sa ancora come utilizzare.
Ma qui a Favara ci sono due bambine morte l’altro giorno sotto le macerie, il fratellino ferito ancora in ospedale, un centro storico fradicio, un paese intero in ginocchio per la crisi.
