VENEZIA – Anche lo 'spritz', il tipico aperitivo alcolico veneto, finisce nella rete della contraffazione. Accade proprio a Padova, citta' dove venne fondata l'Aperol, l'azienda produttrice di uno degli ingredienti essenziali per la bevanda.
A contraffare lo 'spritz', spacciando per Aperol un intruglio che nulla ha a che vedere con il distillato di mandarino, erano alcuni baristi padovani. Nove di loro sono stati denunciati per frode in commercio dalla Guardia di finanza perche' sono stati scoperti mentre somministravano un surrogato del celebre liquore che, per lo 'spritz' viene servito con selz e vino bianco.
Diverse le modalita' per ingannare i clienti. C'era il barista – come hanno riferito i finanzieri – che mesceva lo 'spritz' attingendo direttamente dalla bottiglia di succedaneo, e quello, invece, che aveva travasato nella bottiglia originale di Aperol il succedaneo. Univoca, in ogni caso, la descrizione nel listino del locale: 'spritz all'Aperol' di qui la frode. I gestori si assicuravano un guadagno elevato, poiche' il costo medio di un liquore di sottomarca e' pari a circa il 50-60% in meno rispetto alla bottiglia di prodotto originale.
