ROMA, 16 SET – ''Visitai Stefano Cucchi due volte; aveva una frattura vertebrale e gli proposi di rimanere ricoverato da noi, con una prognosi di 25 giorni. Lui rifiutò dicendo 'Non voglio ricoverami, preferisco ritornare a Regina Coeli dove c'è il medico di cui mi fido che sicuramente mi dà più giorni. Disposi che fosse trasportato in ambulanza perché non poteva assolutamente deambulare''. Lo ha detto, al processo per la morte del giovane (avvenuta il 22 ottobre 2009), Fabrizio Farina, medico del pronto soccorso del Fatebenefratelli.
Il medico esaminò Cucchi il 16 ottobre 2009 (giorno successivo al suo arresto per possesso di droga) ed il giorno successivo, quando fu portato in ospedale.
''Il 17 ottobre rivisitai il paziente – ha aggiunto Farina – Era molto sofferente, i dolori aumentati e non riusciva a muoversi. Già prima del mio arrivo in ospedale era stato disposto il trasferimento del paziente al Sandro Pertini. Telefonai e mi confermarono che il posto letto era disponibile''. Circostanza, questa, confermata anche dal dottor Claudio Bastianelli, anch'egli del pronto soccorso del Fatebenefratelli, che accolse Cucchi in occasione del secondo 'accesso' in ospedale.
''Arrivò e chiese di essere ricoverato; lamentava un dolore alla schiena d'intensità superiore a quello del giorno precedente, tant'è che gli feci un antidolorifico, aveva un colorito rossastro sotto le orbite, ma a mio avviso non necessariamente era riferibile a un trauma''.
Per il medico, il ragazzo ''necessitava di un ricovero, anche se non era in condizioni critiche, ma nel nostro ospedale non c'era posto''; ecco perché decise ''di mandare una richiesta di posto letto negli altri ospedali. Credo che anche gli agenti della penitenziaria si siano interessati. Trovammo disponibilità alla struttura protetta del 'Pertini''' Lì Cucchi fu portato. Lì morì una settimana dopo il suo ricovero. Prossima udienza, il 4 ottobre.