Stefano Cucchi, testimone: "Fu picchiato ma non da agenti di penitenziaria"

ROMA, 04 LUG – Stefano Cucchi, in attesa di essere sottoposto all'udienza di convalida del suo arresto per droga e una settimana prima della sua morte nel reparto per detenuti dell'ospedale 'Sandro Pertini' di Roma, fu picchiato, ma non dalla polizia penitenziaria. Questo uno dei momenti-chiave dell'udienza di oggi del processo che per quella morte, avvenuta nell'ottobre del 2009, vede imputate dodici persone – sei medici, tre infermieri e proprio tre agenti della polizia penitenziaria – cui vengono contestati a vario titolo, e a seconda delle posizioni, i reati di lesioni, abuso d'autorita', favoreggiamento, abbandono d'incapace, abuso d'ufficio e falsita' ideologica.

A introdurre il particolare del pestaggio e' stata oggi Annamaria Costanzo, una ex detenuta che conobbe Cucchi nelle celle del tribunale. ''Mi fermo' mentre ero nel corridoio – ha detto – Mi chiese una sigaretta, mi disse che stava male perche' non gli volevano dare le medicine. Gli chiesi 'ma che ti hanno menato?' e lui mi rispose di si e che erano state le guardie che l'avevano arrestato''. Queste dichiarazioni, la donna non le ha mai rese in precedenza. E ne ha precisato anche il perche': ''pensavo che andava tutto in cavalleria''.

Sono stati complessivamente tre gli ex detenuti oggi sentiti davanti alla III Corte d'assise di Roma. ''Chiesi di andare nella cella con Cucchi perche' ero solo, ma una guardia penitenziaria mi fece segno di no, facendo il gesto come se in quella cella si prendevano botte''. Lo ha detto Marco Fabrizi, anch'egli ex detenuto. Mentre, un'altra compagna di sventura, Silvana Cappuccio, quel 16 ottobre 2009 senti' dalle celle ''un fracasso''. Si alzo' e guardo' dallo spioncino della cella; ''ricordo di un ragazzo che chiedeva una sigaretta ma non gliela davano – ha detto – A un tratto lo tirarono fuori dalla cella e lo schiaffeggiarono. Cadde a terra, lo trascinavano e continuavano a picchiarlo. Lui diceva di stare male e che non riusciva ad alzarsi, ma gli rispondevano 'adesso chiamiamo un dottore'''. Incalzata dalle domande, pero', la donna ha infarcito il suo racconto con tanti 'non ricordo'.

Poi, l'ennesima conferma che Stefano Cucchi stava veramente male. E' stato il dottor Cesare Calderini, il medico che prese in cura il giovane all'ospedale 'Fatebenefratelli' dove era stato portato dal carcere di Regina Coeli. ''Lo visitai alla presenza delle guardie penitenziarie – ha detto – Gli chiesi cos'era successo e mi rispose che era caduto dalle scale la sera prima. Mi concentrai sul forte dolore alla schiena che lamentava, contattai il radiologo che vide due fratture, l'ortopedico e il neurologo. Decidemmo come necessario il ricovero, che Cucchi rifiuto'''.

Quello stesso ricovero che anche i sanitari del carcere ritennero assolutamente necessario. E a raccontarlo e' stata l'infermiera di Regina Coeli, Gricelda Olivares. ''Cucchi aveva molto dolore – ha detto – Non riusciva ad alzarsi. Aveva brividi senza febbre e la cosa non mi piaceva affatto; sospettavo potesse avere qualche problema interno. Anche il medico di guardia disse 'Io lo vedo male, andiamo a fare altri esami', e chiamammo il 118. Stefano non voleva andare in ospedale, ma i medici lo convinsero e lui accetto'''.

Quella di oggi e' stata l'ultima udienza pre-estiva; la prossima e' stata fissata per il 16 settembre.

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Emiliano Condò