Stevanin, il mostro di Terrazzo: "Le donne che ho ucciso vive nei miei ricordi"

VENEZIA, 17 DIC – Gianfranco Stevanin, il ''mostro di Terrazzo'' che negli anni Novanta uccise sei donne nel corso di rapporti sessuali estremi, le fece a pezzi e le sotterro' nei campi vicino a casa, se uscira' dal carcere dedichera' la sua vita ''a fare del bene''. Dall'istituto di pena di Opera (Milano) dove e' detenuto Stevanin, 51 anni, racconta al Corriere del Veneto il suo cambiamento di vita dopo oltre 10 anni dalla condanna definitiva all'ergastolo per gli omicidi commessi.

In cella Stevanin scrive e studia: punta a diplomarsi in ragioneria e magari, in un futuro non troppo lontano, a laurearsi. E a concedersi, quando sara' nuovamente libero, ''una passeggiata immerso nella natura, in aperta campagna. Voglio potermi guardare attorno – tenta di spiegare – vedendo solo il verde della natura e non sbarre e cemento''. Nel suo presente da detenuto c'e' anche l'avvicinamento alla religione. ''Durante la carcerazione – racconta l'agricoltore – quella fede sommersa, che comunque c'era, e' riemersa totalmente ed e' divenuta cosi' importante che e' da quella che ora mi voglio far guidare''.

Il ''mostro di Terrazzo'' sostiene di ripensare alle sue vittime. ''Nonostante sia passato un bel po' di tempo – ammette – ci penso eccome alle ragazze decedute. Nei miei ricordi pero' quelle ragazze sono vive, ed e' cosi' che vorrei continuare a ricordarle''. Alla domanda se si senta responsabile della loro morte, Stevanin risponde: ''dal momento che gli inquirenti dicono che ho commesso quei fatti – devo dire cosi' poiche' di quei fatti io non ho mai avuto il ricordo – e' ovvio che mi debba sentire responsabile''. Aggiungendo che se fosse stato cosciente ''quei fatti non sarebbero avvenuti''.

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Emiliano Condò