BOLOGNA – Il terrorista Carlos ribadisce di essere ”pronto a dire tutto cio’ che so per trovare i veri responsabili della strage del 2 agosto” che nel 1980 provoco’ 85 vittime alla stazione di Bologna. Ilich Ramirez Sanchez, 62 anni, noto come lo Sciacallo, detenuto nel carcere di Poissy, a Parigi, ha mandato due lettere a un avvocato bolognese, Gabriele Bordoni, per nominarlo difensore di fiducia ed esprimere la propria posizione sulla bomba, ma non solo.
Lo spiega un articolo del Resto del Carlino. Gia’ nel settembre 2010 il terrorista, in una lettera all’avvocato Sandro Clementi, poi resa pubblica, si disse disponibile a confermare le proprie dichiarazioni sulla strage di fronte a un magistrato in Italia.
Sulla strage (per cui sono stati condannati i terroristi ‘neri’ Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini) la Procura ha da tempo aperto un fascicolo bis. Di recente il pm Enrico Cieri ha indagato i due terroristi di sinistra Christa Margot Frolich e Thomas Kram, tedeschi, entrambi ex membri del gruppo di Carlos. E’ la cosiddetta ‘pista palestinese’. Per Carlos dietro la strage ci furono Cia e Mossad.
Cieri nell’aprile 2009 ando’ a interrogare Carlos a Parigi, ma il terrorista si fermo’, chiedendo di parlare davanti a una commissione d’inchiesta in Italia. Ora invece si dice pronto a parlare ai magistrati. ”Vorrei aiutarla ad eliminare gli ostacoli al fine di trovare i veri responsabili dell’attacco terroristico di Bologna. Sono inoltre pronto a rilasciare dichiarazioni sotto giuramento alla magistratura italiana competente”, si legge nella lettera indirizzata all’avvocato e pubblicata dal Resto del Carlino.
”Dovremo incontrarci qui di persona non appena possibile al fine di preparare il miglior approccio tecnico per smantellare il muro di bugie che hanno bloccato la verita’ degli anni di sanguinari massacri di civili innocenti avvenuti in Italia”.
”L’intenzione mia e’ da tempo quella di andarlo a sentire in Francia – spiega nell’articolo Bordoni – L’ho chiesto alla Procura, ma il pm ha ritenuto non fosse utile. Mi sono rivolto inutilmente al magistrato di collegamento italo-francese e al nostro ministero. Per questo alla fine l’unica strada era quella della nomina”. Oggi il legale tornera’ dal pm per chiedere di andare insieme a Parigi. In caso negativo, ”ci andro’ io e raccogliero’ le sue indicazioni”.