BRESCIA, 14 APR – C'e' amarezza ma anche la ''serenita' di aver fatto tutto il possibile'' nelle parole del procuratore Roberto di Martino dopo la sentenza con la quale in appello e' stata confermata l'assoluzione per tutti gli imputati nel processo per la strage di piazza della Loggia a Brescia.
Di Martino, procuratore a Cremona e che si occupa dell' inchiesta sul calcioscommesse, segue la terza inchiesta sull' eccidio dal 1993, quando era pm a Brescia. Ha voluto essere applicato alla Procura generale dopo il processo di primo grado, considerata la complessita' del dibattimento e allarga le braccia dopo la lettura della sentenza: ''Gia' solo il fatto che siano passati 38 anni non poteva non condizionare il risultato, noi abbiamo fatto il possibile, ci siamo impegnati al massimo. Era una cosa che doveva raggiungere una sua conclusione. Per questo ho ritenuto doveroso partecipare alla fase di appello''.
Di Martino e' convinto che le parole del presidente Enzo Plate' che ha ringraziato i giudici popolari per la loro abnegazione non siano pro forma. ''Altrettanto ha fatto il collegio – commenta – lo abbiamo capito gia' dalla lettura della relazione che ha seguito passo per passo i momenti del nostro appello. E questo denota anche da parte dei togati una conoscenza approfondita degli atti e quindi non possiamo che prendere atto di questa decisione. E' chiaro che siamo oramai a una valutazione storica, piu' che giuridica''.
Di un'eventuale impugnazione in Cassazione sara' il suo collega Francesco Piantoni ad occuparsi, perche' di Martino non fa piu' parte della Procura di Brescia, quando tra 90 giorni si conosceranno le motivazioni.
