È stato l’unico della famiglia ad accorgersi che la canna fumaria della stufa a legna di casa era ostruita. Si è alzato, ha vagato nel fumo fino alla stanza dei genitori ed è riuscito a urlare fino a svegliarli.
Il piccolo Pietro è ormai un eroe. Se non ci fosse stato lui sarebbero morti tutti intossicati nella loro casa di Vobbia, in Alta valle Scrivia, nell’entroterra di Genova.
Papà Alfredo e mamma Barbara, la sorella di cinque anni, il fratellino di due e il “salvatore” Pietro sono vivi e sono ricoverati in osservazione all’ospedale pediatrico Gaslini.