Stupro all’Aquila: quattro indagati

L’AQUILA, 16 FEB – Svolta nell’inchiesta sul presunto stupro ai danni di una giovane studentessa laziale all’uscita della discoteca Guernica a Pizzoli nella notte tra sabato e domenica scorsa. I quattro giovani sospettati a vario titolo del grave fatto sono stati iscritti sul registro degli indagati dal pm David Mancini.

Gli indagati sono i giovani sui quali si sono concentrati i sospetti fin da subito. Le indagini vanno avanti con riserbo, gli atti sono ancora secretati, non sono esclusi altri sviluppi, soprattutto con l’arrivo dei primi risultati degli esami tecnico scientifici del Ris di Roma. Dei 4 giovani, tre, due campani e un aquilano, sono militari del 33esimo reggimento artiglieria Acqui; la quarta e’ una giovane, forse fidanzata dell’aquilano. La posizione piu’ delicata e’ quella del militare originario dell’avellinese.

Il militare sul quale gravano i maggiori sospetti ha prima negato e poi ammesso il rapporto sessuale ma sostenendo che la studentessa laziale era consenziente. Secondo quanto si e’ appreso, le deposizioni di tutti dai primi riscontri hanno presentato contraddizioni e circostante non vere. Era stato bloccato con la camicia e una mano sporca di sangue dal gestore del locale e dai buttafuori subito dopo il ritrovamento fuori dalla discoteca della giovane studentessa svenuta in mezzo alla neve e insanguinata. Il militare era in macchina con i due commilitoni e con la giovane donna. Tutti sono stati portati in caserma, negando ogni addebito, e rilasciati dopo essere stati ascoltati a lungo come persone informate sui fatti.

Le analisi fatte al momento del ricovero all’ospedale dell’Aquila alla giovane che avrebbe subito uno stupro in una discoteca dell’Aquilano hanno rivelato un tasso alcolemico rilevante. Secondo alcune ipotesi sulla ricostruzione del grave fatto, la 20enne studentessa laziale potrebbe essere stata costretta a bere. Non ha assunto invece sostanze stupefacenti.  Secondo il Corriere della Sera l’ipotesi al vaglio è che i 4 volessero provare una “pratica” nuova. Le forze dell’ordine starebbero ancora cercando l’oggetto, forse un bastone, con il quale sarebbe stata compiuta la violenza. I danni subiti dalla ragazza, infatti, non sono compatibili con un rapporto sessuale ordinario.

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Elisa D'Alto