«Sono stato costretto a compiere la violenza al parco della Caffarella da una persona che assisteva a quello che succedeva e che mesi dopo ho saputo essere Luca Bianchini». Prima della condanna Oltean Gavrila tira in ballo Luca Bianchini, lo “stupratore seriale dei garage”.
Gavrila, accusato dello stupro della Caffarella, ha parlato in aula durante il processo di cui è imputato insieme a Jonut Alexandru che, a sua volta, punta il dito contro di lui per averlo minacciato di violenza se non avesse compiuto con lui lo stupro.
«Gavrila e Bianchini (chiamato in causa con il nome storpiato) si trovano detenuti nello stesso braccio del carcere di Regina Coeli – ha spiegato l’avvocato del romeno, Carlo Scepi -. Nella sua dichiarazione spontanea, il mio assistito, per la verità, ha detto che gia’ nei primissimi interrogatori fece riferimento a una persona che lo aveva istigato a commettere lo stupro ma di non conoscerne il nome. Quella persona, poi, se l’è ritrovata nello stesso carcere».
Per gli inquirenti, però, le dichiarazioni di Gavrila sono infondate e di scarsa rilevanza.
