ROMA, 27 SET – Il Sud diventa piu' povero, piu' vecchio e piu' solo. Non c'e' traccia di ripresa nel Rapporto Svimez 2011. Il Pil e' fermo, crescera' dello 0,1% nel 2011, in frenata anche rispetto al timido +0,2% del 2010. E aumenta la distanza dal Nord, che avanza verso un +0,8%.
Le opportunita' di lavoro sono minime, solo un ragazzo su tre ha un impiego (il 31,7%) e il tasso di disoccupazione effettivo supera il 25%, cosi' si continua ad andare via. In dieci anni, dal 2000, sono emigrate quasi 600 mila persone e nel solo 2010 sono partiti in 134 mila (13 mila per l'estero).
Entro il 2050 raddoppieranno gli anziani con piu' di 75 anni, dall'8,3% al 18,4% della popolazione, mentre i giovani passeranno da 7 milioni a meno di 5 milioni.
''Il rischio e' un vero e proprio tsunami demografico – scrive Svimez – da un'area giovane e ricca di menti e di braccia, il Mezzogiorno si trasformera' in un'area spopolata, anziana ed economicamente sempre piu' dipendente''.
Le manovre economiche degli ultimi due anni aggraverebbero la situazione: secondo l'associazione, pesano piu' sul Sud che sul Nord (6,4 punti di Pil contro 4,8). Un richiamo sull'importanza della questione meridionale arriva dal presidente della Repubblica, Giorno Napolitano, che la definisce in una nota ''la principale incompiutezza'' del Paese a 150 anni dall'Unita'.
Il rilancio della crescita, secondo Napolitano, non puo' ''trovare uno sbocco effettivo in assenza di una strategia di valorizzazione'' del Mezzogiorno.
Il presidente di Svimez, Adriano Giannola, propone di ''rimodulare le strategie della crescita'' e sostiene un piano da 60 miliardi per le infrastrutture. Un'ipotesi subito bocciata dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto: ''Piu' che attivare il solito dibattito sulla quantita' delle risorse dobbiamo concentrarci sulla qualita' della spesa. I fondi Fas rischiano sempre di non essere spesi'', dice.
Si discute sulla ricette, ma e' unanime il giudizio sulla gravita' della situazione. I capigruppo al Senato del Pd, Anna Finocchiaro, e dell'Idv, Felice Belisario, invitano i pidiellini meridionali a reagire. ''Non sono anche loro stufi dell'asse sbilanciato a favore della Lega che penalizza drasticamente il Sud?'', chiede la senatrice. C'e' preoccupazione anche nel mondo sindacale.
''Senza politiche per l'occupazione per donne e giovani vi e' solo la strada della migrazione o la poverta' e il sommerso'', commenta Serena Sorrentino (Cgil). Giorgio Santini (Cisl) invita a sbloccare gli investimenti del Piano Sud.
''Non e' piu' tollerabile che le risorse destinate al Mezzogiorno vengano utilizzate per fare cassa'', aggiunge Guglielmo Loy (Uil).