Suicida in carcere a Enna, esposto dei familiari al ministro della Giustizia

MILANO, 22 FEB – Il legale dei familiari di Alessandro Gallelli, il giovane di 21 anni che si e' suicidato impiccandosi nel carcere milanese di San Vittore sabato scorso, ha inviato ''un esposto'' al Ministero della Giustizia, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla Corte d'Appello e al Tribunale di Milano e alla Presidenza del Consiglio, per chiedere ''che vengano accertate le responsabilita' di questa morte''.

Sabato scorso, Gallelli si e' impiccato, utilizzando una felpa, nella cella dove era detenuto da solo da gennaio, nel reparto psichiatrico del penitenziario. Il giovane era finito in carcere lo scorso ottobre e nell'ordinanza gli venivano contestati 14 capi di imputazione per reati che andavano dalla violenza sessuale allo stalking. Un giorno prima del suicidio, il gup nel corso del processo con rito abbreviato aveva deciso di disporre una perizia psichiatrica per valutare la capacita' di intendere e di volere e la compatibilita' delle sue condizioni con il carcere. Una decisione che era arrivata dopo che il ragazzo aveva mostrato un atteggiamento aggressivo in udienza. I genitori hanno spiegato, dopo il suicidio, che il figlio gli aveva piu' volte raccontato di ''percosse da lui subite da parte di altri detenuti''. La difesa aveva anche chiesto il suo trasferimento in una comunita' di cura. Gip e Riesame avevano respinto le istanze.

''Con questo esposto – ha spiegato l'avvocato Antonio Romano – chiediamo alle autorita' di accertare le responsabilita'''. Il legale ha anche chiarito che il prossimo 'passo' sara' la presentazione di un esposto penale in Procura e di una eventuale ''causa di responsabilita'''. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha aperto un fascicolo sul caso, senza ipotesi di reato ne' indagati, e dagli esiti dell'autopsia non sono emerse lesioni sul corpo ne' segni di violenza.

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Emiliano Condò