La “compagna Diana” come il “compagno Mario” Galesi: uccisi dallo Stato «borghese e imperialista»: sulla rete è scattata la solidarietà dei «compagni rivoluzionari» alla brigatista condannata all’ergastolo, morta suicida sabato sera nel carcere di Rebibbia.
Sui siti antagonisti, ma soprattutto su quelli legati all’universo carcerario e ai detenuti politici, è un susseguirsi di parole e concetti che rimandano a dinamiche di trent’anni fa, con un unico filo denominatore: Diana Blefari Melazzi non si è uccisa, la responsabilità della sua morte è solo delle istituzioni.
