MILANO, 30 LUG – I contratti di vendita degli immobili e quello di marketing territoriale 'studiato' per versare nel 2005 all'assessore del comune di Sesto San Giovanni Pasqualino Di Leva 1,5 milioni di euro, servivano a Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche e a Giovanni Camozzi, legale del Gruppo Zunino, diventato proprietario dell'area ex Falck, per ''creare delle provviste per provvedere al pagamento dei politici''.
Lo ha spiegato ai pm Piero Di Caterina, l'imprenditore sestese, nel verbale datata 24 giugno dell'anno scorso e ora agli atti dell'inchiesta della Procura di Monza su un presunto giro di tangenti relative all'ex aree Falck e Marelli e alla gestione del Sitam.
Rispondendo a una domanda precisa Di Caterina ha ammesso: ''Mi contestate che le operazioni bancarie relative ai soldi da me ricevuti da Icr (Immobiliare Cascina Rubina, ndr) e dati a Grossi hanno un senso solo se tutte le operazioni fatte dalle mie societa' con Icr, vale a dire il contratto di marketing territoriale e i contratti di vendita degli immobili vengono letti come un'unica operazione avente come funzione quella di creare delle provviste per provvedere al pagamento dei politici ovvero da restituire a Grossi, nonche' miei vantaggi economici, e dico che avete ragione in quanto tutti i contratti da voi citati sono il frutto di una trattativa complessa tra me, Grossi e Camozzi e che una parte delle somme doveva essere retrocessa''.
In un interrogatorio di tre giorni prima, Di Caterina parla della sua conoscenza di ''lunga data'' con un altro imprenditore e ''socio'' di Grossi e cioe' di Stefano Miccolis (non indagato), il cui nome e' spuntato nell'indagine di Bari con al centro Giampaolo Tarantini e il presunto giro di escort da portare alle feste nelle residenze di Silvio Berlusconi e per ricambiare, a dire dello stesso Tarantini, i favori ricevuti dall'allora vice presidente della Regione Puglia del pd sandro Frisullo. Tarantini aveva anche messo a verbale che Miccolis aveva partecipato a una festa elettorale organizzata nel 2007 per Massimo D'Alema.