Tangenti Penati: la ‘distinta’ dei versamenti di Di Caterina. Il massimo 1 miliardo di lire

MILANO, 30 LUG – Arrivano fino a un miliardo di lire versato in una sola volta i ”pagamenti in cambio di favori” anticipati tra il 1997 e il 2003 dall’imprenditore Piero Di Caterina all’allora sindaco di Sesto San Giovanni Filippo Penati e al suo ex braccio destro Giordano Vimercati o ad altre persone da loro indicate.

La somma, versata in un’unica soluzione e’ segnata su un foglio formato A4 consegnato dall’imprenditore titolare della Caronte, la societa’ operativa nel trasporto pubblico e ora agli atti dell’inchiesta dei pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia su un presunto giro di tangenti legate a operazioni edilizie nella aree ex Falck e Marelli e alla gestione del Servizio Intergrato Trasporto Alto Milanese, il Sitam. Tra gli indagati, una ventina di persone in tutto, figurano non solo Penati – fino a poco fa capo della segreteria politica del leadee dei Ds Pier Luigi Bersani – e Vimercati, ma anche Di Caterina ‘grande accusatore’ assieme al costruttore sestese Giuseppe Pasini.

Sul foglio accanto all’indicazione ”crediti verso Penati/Vimercati” sono riportati i conti fatti, a quanto pare, con un vecchio modello di calcolatrice. Oltre al miliardo, un’altra volta di Caterina risulterebbe aver versato in una sola tranche 450 milioni di lire, poi 120 milioni, cento, 79 fino ad arrivare a uno o due milioni. Il tutto per un totale, come lui stesso ha messo a verbale il 26 giugno dell’anno scorso, di circa 2 miliardi e 235 milioni di lire.

Cifra che sarebbe stata poi richiesta indietro da Di Caterina e ‘restituita’ in parte anni dopo tramite una ‘finta’ caparra immobiliare versata, secondo la ricostruzione degli inquirenti, da Bruno Binasco, amministratore del gruppo Gavio, su richiesta dello stessa Penati.

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Emiliano Condò