TARANTO – Per anni avrebbero costretto la figlia, oggi 17 anni, a subire atti sessuali e maltrattamenti: accusati dalla figlia, che ha poi ritrattato, due coniugi albanesi residenti a San Giorgio Jonico (Taranto) e sottoposti agli arresti domiciliari dal 3 novembre scorso sono stati condannati nel processo con il rito abbreviato dal gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere. Sei anni di carcere al padre, di 54 anni, che avrebbe più volte violentato la figlia, e 4 anni a sua moglie, di 51 anni, che non si sarebbe limitata ad assistere in alcune circostanze agli stupri ma avrebbe addirittura incitato il marito. La ragazza, che denunciò un lungo percorso di violenze, torture e umiliazioni ai carabinieri e poi ha ritrattato quasi tutto nel corso del processo non venendo comunque creduta, dal giorno dell'arresto dei genitori si trova in una struttura protetta. La diciassettenne ha riferito di essere stata picchiata brutalmente sin dall'età di 5 anni. Il padre le avrebbe anche provocato piccole incisioni con la punta di un coltello. Il gup ha disposto la trasmissione degli atti alla procura del tribunale per i minorenni per procedere nei confronti della diciassettenne per il reato di falsa testimonianza che sarebbe stato commesso in udienza.
