ROMA – Tartufi pregiati che costano fino a 4 o addirittura 5 volte in meno rispetto al 2013, funghi disponibili in gran quantità, anche porcini: è l’insolito risvolto positivo di questo autunno “pazzo” dal punto di vista meteorologico. Pioggia e temperature miti fanno sì che tartufi e funghi siano disponibili, e in buone quantità, fino a dicembre inoltrato. I prezzi sono buoni, l’unico rischio è il fai da te: molti inesperti vanno per funghi e magari mangiano qualcosa di non commestibile. Ma a parte questo, porcini e tartufi sono al minimo in fatto di prezzi quest’anno, come racconta Maurizio Bologni su Repubblica:
«La pioggia che ha accompagnato le temperature miti ha messo in ginocchio gli ortaggi — dice Lorenzo Bazzana di Coldiretti — ma ha allungato fino a dicembre la stupefacente stagione di funghi e tartufi». Sono tanti, di qualità, si acquistano a buon prezzo. Mai visto prima. Un solo risvolto negativo: l’aumento dei casi di intossicazione tra gli inesperti, che raccolgono e poi consumano funghi, perché l’andamento meteorologico ha favorito anche un’insolita varietà di specie che continuano a sbucare dal sottobosco. Online è un festival di forme — dal fungo a pallina da golf a quello tipo polipo — e di interrogativi: sarà commestibile? Chi sa dirmi cos’è? Sarà mica un astraeus hygrometricus ? Il sito dell’Associazione cercatori è un tripudio di colori. Apre con un piatto di funghi con il post di Roberto: «Prima volta a dicembre! Che stagione strana».
Ed ecco qualche esempio dei prezzi:
«In media il prezzo è ridotto del 30 per cento rispetto ad un anno fa» dice Michele Boscagli, presidente dell’Associazione città del tartufo. Ma ci sono ribassi anche più consistenti, soprattutto a confronto con l’impennata di due anni fa. Allora, a San Giovanni d’Asso, capitale del tartufo delle Crete Senesi, il pregiato tubero bianco è passato di mano con punte di 5.000 euro al chilo. Quest’anno il borsino del Museo del tartufo della cittadina ha indicato prezzi fino a quattro-cinque volte meno: 1.400 euro al chilo per le pezzature più grandi da oltre 50 grammi del nobile tuber magnatum pico ( è il nome originale del tartufo bianco), 1.100 euro per le pezzature tra i 15 e i 50 grammi, 800 euro al chilo per i pezzetti più piccoli fino a 15 grammi di peso, che il primo novembre scorso avevano toccato il minimo di 600 euro. L’ultimo aggiornamento del borsino della Camera di Commercio di Asti stima il prezzo riconosciuto al cercatore del tartufo bianco del Piemonte a 700-900 euro al chilo per le pezzature tra 10 e 49 grammi e tra 900 e 1.500 euro per quelle tra 50 e 100 grammi. È così che in molti sperano in un Natale a tavola fuori stagione. Più vario. E più appetitoso.